Silenzio (in C)

La voce poetica di Sergio Armaroli riprende nel respiro di queste pagine, "correggendo dove possibile", e ricomponendo la propria voce poetica e frammentaria in un mosaico incompleto "nel tentativo di creare un archivio: il Catalogo!" Nel titolo la presenza di un debito verso una musica possibile e di un luogo entro cui accordarsi. I versi sono intercalati, come un contrappunto immaginale, da alcune "ombre" di scrittura "in disegno", sotto forma di progetto, e documentate come l'immagine fotografica di una deriva di segni realizzate a margine di tanto silenzio dal poeta in persona.

La poetica frammentaria e rabdomantica di Sergio Armaroli abbraccia molteplici ambiti espressivi alla costante ricerca di una unità dell'esperienza "laddove la scrittura diviene segno e grafema". Si dichiara dilettante, pittore e percussionista concreto. Nella vita reale è costretto ad uno sforzo pedagogico costante.

COME UNA PREMESSA

 

In queste pagine

ho cercato,

correggendo dove possibile,

di riprendere

la mia "poetica voce",

e frammentaria,

ri-componendola

a mosaico.

 

La raccolta,

questa seconda,

nasce

da una necessità di chiarezza

(nel tentativo di creare un archivio: "il Catalogo!").

 

"E' poesia tutto ciò ?", è bene chiedersi;

o almeno,se

"tutto ciò", è:

rispetto ad un'arte: Forma?

 

La poesia, in quanto fare,

non deve

se non inverarsi

ed essere nella voce "che la ditta".

 

In conclusione: della mia poesia,

che qui si raccoglie,

(e da sé; per non perdersi,

se non entro le maglie dell'oblio).

Inventato il linguaggio.

Perso è il contatto.

Di fronte a noi 

la certezza di essere salvi

agli occhi della storia

o nella fragile memoria.

DI RIMA INGENUA

 

Ingenua

mia piccola cosa

detta poesia

non ho bisogno di te

io ti chiedo: "E vola via!".

 

E così sia.