Mahler (in/a) CAGE

Casetta di composizione

 Mahler (in/a) Cage | Casetta di Composizione – Sergio Armaroli Alessandro Camnasio
A musical physiognomy of the soundscape
Gruen 203 | Audio CD >

Excerpts:

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7 Tracks (74′00″)

Reviews

SERGIO ARMAROLI - MAHLER (IN/A) CAGE (CD by Gruenrekorder)

This new Gruenrekorder release is one of those

releases that I don't know about. Now, suppose you don't read any of the text, inspect the cover, and know anything about the musicians; what do you hear? Field recordings from the countryside, I would say. Water, cars, some animals, tractors, children are playing. Did I at any point think this is the house in which Gustave Mahler composed 'Das Lied Von Der Erde', among other works (his last)between 1909 and 1911. I have no idea where to find Dobbiaco/Toblach (Bozen) on the map, and I pride myself on some geographical knowledge. Sergo Armaroli visited the place and recorded his sounds, according to John Cage's ideas as laid in 'Sculptures Musicales', "an exhibition of several (sonic sculptures), one at a time, beginning and ending "hard-edge", concerning the surrounding "silence", each sculpture within the same space the audience is. From one sculpture to the next, no repetition, no variation. For each, a minimum of three constant sounds, each in a single envelope. No limit to their

number. Any lengths of lasting. Any lengths of non-formation. Acoustic and/or electronic". The booklet mentions more names, R. Murray Schaefer and Adorno. Oddly enough, Alessandro Camnasio is responsible for mixing the music and in a short explanation, he says this work is the typical electro-acoustic composition, also using synthetic sounds. The question is, of course, are we hearing what Mahler may have heard? Surely not, I'd say, as there wasn't much synthetic sound in his days. Although I am a bit sceptical about the whole project, I immensely enjoyed the final piece, 'The Long Look: Forever/Ewig', in which insect sounds seem to mingle elegantly with synthetic sounds, and it all becomes more than sonic snapshots from a location that perhaps not many have visited and may lose it's meaning, without knowing the proper context. Having said that, I quite enjoyed this release, but mainly for its approach to the world of field recordings. I always enjoy hearing, and I can dispense with

the bigger context. (FdW)

––– Address: https://www.gruenrekorder.de/

by Frans de Waard

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Ma quando si è dentro il Campo si è dentro l’esperienze e fuori dal racconto, e io aggiungo: fuori dal linguaggio. Per John Berger “il campo non si limita a incorniciarli [gli eventi] ma li contiene”. Il punto è proprio questo: il campo davanti al quale ci troviamo ha le stesse proporzioni della nostra vita ed è per questo una necessità per me abitare questo campo attraverso l’ascolto. Se vuoi, citando Gilles Deleuze possiamo parlare di ri-territorializzazione dell’ascolto, non credi?

OSTINATO

MAHLER, RITORNO AL PAESAGGIO

di Mario Gamba

Alias/il manifesto, 28 maggio 2022

I suoni della terra all'alba (tempo sospeso, incanto, attesa, isolati cinguettii di uccelli, suoni sintetici di sommesse percussioni), i suoni dell'acqua (forti, in crescendo come un torrente fragoroso), i suoni della Casetta di Composizione dove Gustav Mahler soggiornò nelle sue ultime estati a Dobbiaco in Val Pusteria, i suoni dell'”attorno” (campanacci, animali, attività di persone che trattano cataste di legname), i suoni immaginati della mente di Mahler che progetta e scrive Das Lied von der Erde (la sua ultima opera). Questo si ascolta in Mahler (in/a) Cage. Casetta di Composizione in un cd della Gruenrekorder. Un lavoro di Sergio Armaroli con la collaborazione di un ingegnere del suono che si chiama Alessandro Camnasio. Durante tre giorni dell’agosto 2020 a Dobbiaco e dintorni potenti microfoni hanno catturato i suoni di un paesaggio “dove la presenza di Mahler si può ancora percepire se lo si desidera” dice Armaroli. I suoni naturali sono stati scelti e filtrati eliminano quelli del traffico di automobili e sono stati aggiunti suoni sintetici. Assieme al compositore e all’ingegnere operò in quei giorni il compianto Roberto Masotti per una sessione fotografica di cui nel booklet del cd vengono riprodotti alcuni estratti. Come definire quest’opera? Un particolarissimo poema sinfonico? Un esempio tutto tecnologico di musica descrittiva? “Non descrittiva ma ontologica, casomai” risponde Armaroli. “Non voglio descrivere il paesaggio ma i suoni che hanno ispirato Mahler, è come stare dentro la testa di Mahler e nel suo sistema nervoso”. Ci sono i suoni del paesaggio e suoni sintetici, c’è anche qualcosa di quella sinfonia anomala (per due voci e orchestra) che è Das Lied von der Erde? “C’è un’eco delle scale pentatoniche e del campo sonoro modale che Mahler usava in quel periodo dei primi anni del Novecento. Nella parte finale che si ispira alla conclusione di Das Lied von der Erde si richiama la melodia infinita mahleriana”. E John Cage come entra in gioco? “Il riferimento è alle Sculptures Musicales ideate nel 1989 e destinate a organici variabili in cui i suoni provengono da molti lati e formano appunto sculture sonore”. Si può ipotizzare un collegamento alle esperienze di musique concrète? “No, per Pierre Schaeffer i suoni dell’ambiente o di corpi meccanici come un treno sono un punto di partenza per arrivare alla musica. A me questo lavoro, questo Mahler (in/a) Cage, serve come via di fuga dalla musica”. Una via di fuga? “Con Cage -ecco come entra in gioco- la musica si può dire conclusa. Occorre uscire dalla musica e andare verso il paesaggio, verso un nuovo rapporto con i suoni”.