orchestrate collisioni

Piero Manni Editore

2015

80 pp.

ISBN 978-88-6266-651-0

In this collection of poems the author collects fragments of life as a musical score.

In short verses every word is a sign of a search for a reflection on the existence.

Poems to meditate, to pray, to listen like a confusion of words and things.

In questa raccolta poetica l'autore, con divertita eleganza, racchiude frammenti di vita registrati come su uno spartito musicale.

Nei versi brevi ogni vocabolo è segno di una ricerca, di una riflessione sull'esistenza.

Sono poesie da meditare, da recitare, da ascoltare come in una confusione di parole e di cose, fino al confine del senso come forma del suono.

Torino, 21 giugno 2015

 

Caro Armaroli,

 

la Sua poesia è essenziale e alquanto enigmatica nell'estrema tensione dei concetti, delle sentenze, delle visioni, fino all'ultima astrazione. E' molto ardua ed è del tutto al di fuori dei modi attuali della scrittura poetica.

 

Con i più vivi saluti,

 

Giorgio Bàrberi Squarotti

Scrive Sandro Gros-Pietro: "Creativo al plurale, in letteratura pittura e musica -nel '700 si sarebbe detto "amato dalle Muse"- Sergio Armaroli è un raro caso di "lirico razionale", le cui estasi poetiche nascono da riflessioni indagative, circostanziate e nette della realtà, ma poi frante e scerpate in un pensiero poetico che diviene linguaggio ad uso privilegiato del demiurgo e il lettore si sente nei panni dell'apprendista stregone di goethiana memoria. Come l'autore stesso giustamente lo battezza, si tratta di un idioletto, cioè di uno specifico uso linguistico della parola poetica, brevettato dall'autore stesso. E' fatto di brevi scaglie linguistiche, rapide visioni, improvvise emozioni, che sono proiettate per frammenti sulla pagina come le "foglie di Sibilla che il vento dissigilla" e che demandano a un discorso interiore e a un percorso della mente impegnata in una lettura sensitiva della realtà e dei suoi canoni misteriosi di armonia e di contrasto. Armaroli dimostra di essere un maestro nel creare nel lettore una sensazione di controllato spaesamento verbale: proprio come se la poesia fosse quello che è nella vero della tradizione: la metafora di una realtà più complessa e vertiginosa, con allettamenti paradisiaci e drammatici, rispetto alla quotidianità, in un concerto di "orchestrate collisioni", fra le cose e le idee che esprimono o che le superano".

Edizioni del Faro, Trento, 2012

pagg. 100, cm 12 x 17

ISBN: 9788865370292


Con “Versi e Variazioni”, la voce poetica di Sergio Armaroli crea il proprio archivio (di nuovo: “il Catalogo!”) ri-unendo in un unico testo due precedenti raccolte: “Il Passaggio d’Enea” e “Silenzio (in C)”. In coda un inedito: “Dedalus”. Sarebbe semplice (parafrasando: “ovvero: la vita dell’artista da giovane”) ritrovare, nello sperimentalismo scritturale dell’autore, e nella voce del poeta che la ditta, un disagio rispetto al senso. La poesia è qui perdita di memoria, vertigine e suono. La citazione, quando è tale, non è altro che resto e frammento. Questi versi nascono come “variazioni” di un desiderio: quello di essere pittore. Nascono in anni remoti, nel periodo di formazione dell’autore, sotto la guida di un Maestro che era solito scrivere: “a chi ha perso – io stesso perdo assai – non occorre dire nulla, non ci sono giustificazioni, si può ancora una volta suggerire che in giro ci sono altre possibilità”.



Versi e variazioni

Audiolibro – CD Audio – Mp3

Il passaggio d’Enea
Silenzio in C
Dedalus

Durata totale 49:19

ISBN: 9788865372142

01 Il passaggio d'Enea.mp3
File audio MP3 20.6 MB

"In Vernice n.45, uscita circa due anni or sono, Mario Rondi aveva dedicato una recensione a Sergio Armaroli, giovane poeta, pittore e percussionista milanese, riguardo un "libricino" di poesie, intitolato Il Passaggio d'Enea. Nello stesso anno, Armaroli ha fatto uscire un ulteriore libretto intitolato Silenzio (in C), in cui a modo di premessa viene chiarito, in apertura dei testi, che "la raccolta, /questa seconda, /nasce / da una necessità di chiarezza/ (nel tentativo di creare un archivio: "il Catalogo!"). L'ipotesi di lavoro di Sergio Armaroli è quella della scrittura minima, per indicare l'annotazione segnaletica, l'asterisco, l'artiglio della memoria e la cifra del ricordo, il frammento, ma anche la degenerazione del racconto, la scomparsa dell'intreccio, l'esalazione filologica dei contenuti, la cristallizzazione del discorso in formule ieratiche, quasi geroglifici o disegni verbali. La scrittura ha comunque un suo mondo di presenza che appare autonomo e scisso dalla quasi totale vacanza della realtà. Per meglio dire, la scrittura si muove nella non/rilevanza di una realtà indefinibile e non direttamente raccontabile, quale si recita in maschera e per fiabe, adottando dei formulari e delle pose tanto semplici quanto codificate, ma con liturgie cariche di metafore non similmente -anche se per vie tutt'affatto diverse e orientate alla memoria poetica del modernismo, imaginismo e vorticismo- Armaroli organizza un Catalogo delle parole o meglio delle espressioni o meglio delle complesse locuzioni verbali o meglio delle poesie che si ripetono in variazioni diversificate, implementate, integrative, su temi che ritornano come una percussione, inerenti l'esclusione dal mondo, la solitudine, la follia, i labirinti mentali, l'amore, l'incomunicabilità e altro ancora. L'ultimo libro, che va ispessendosi per stratificazione dell'archivio peraltro in continua metamorfosi, si chiama Versi e Variazioni e richiama -con le dovute variazioni e implementazioni e diversificazioni- i due libretti già citati, cui si aggiunge la nuova sezione Dedalus che allestisce e spettacolarizza una prima porzione di memoria per citazione di voci proiettate dal patrimonio di creatività delle parole di altri scrittori".

 

Sandro Gros-Pietro

(tratto da "Vernice -Rivista di Formazione e Cultura" N°49; Genesi Editrice; Torino; 2013)

Vernice Anno XXI N.52.pdf
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