LA MEDICALIZZAZIONE DELLA SOCIETA’ COME MODELLO AUTORITARIO

Ci siamo illusi di vivere in un mondo libero dimenticando che la libertà è libertà individuale, responsabilità e riconoscimento dell’Altro nei diritti e nei doveri, o non è; dove l’Altro è il diverso come minoranza, il differente come identità e cultura; il mio prossimo: mondo animale e vegetale, il pianeta terra e il suo equilibrio fragilissimo.

 

La pandemia è l’altra faccia della globalizzazione.

 

La bio-politica illiberale passa purtroppo attraverso la medicalizzazione della società dove l’ospedalizzazione della società è il modello.

 

Le idee “in quarantena” sono ridotte a questioni personali e non più sociali, non possono essere condivise se non in remoto. Da Dizionario:

 

remoto

/re·mò·to/

aggettivo

1.

Lontano nello spazio e nel tempo: ramingo in r. paesi; tempi r.; in senso spaziale sottintende spesso un'idea di isolamento o di solitudine; in senso temporale vi si associa spesso un'idea di favoloso e di vago (nella più r. antichità; ormai non ne ho che un r. ricordo), assumendo talvolta il sign. di ‘difficilmente realizzabile’ (gli rimaneva solo una r. speranza).

 

Non lasciamo a casa le idee. Ripopoliamo il mondo come alternativa al turismo cognitivo.

A casa lasciamo i corpi ma non le idee.

 

Il rischio è di non avere più presente. Non è forse questo il modello autoritario per antonomasia? Un futuro già scritto come una riga diritta e senza deviazioni, dove solo un passato immobile è il nostro presente. Tacere è il suo motto. E non respirare!

 

Senza respiro però non può esistere Musica (e la Musa ispiratrice che la nutre) e così la vita senza musica, come diceva qualcuno, non può che essere un grande errore.

 

Un liberalismo integrale presuppone: ecologia integrale.

Laicamente.

 

Un primo passo: affrontare il nostro rapporto con il mondo animale; gli animali sono il nostro alter-ego sono il nostro Altro più prossimo. Infine: divenir animal.

 

[1. Continua]